Quando sei innamorato sei sempre ostaggio del tuo amore. Il sentimento ti sovrasta, ti rende ceco e sordo per perdonare l´imperdonabile, tollerare l´intollerabile, accettare l´inaccettabile.

Amo la Lazio. Mi innamorai cosí tanto tempo fa che non ricordo quando e come accadde. So che oggi questo amore vive in me e con me, forte come il primo giorno, piú forte forse, se possibile.

Ho visto la mia mia Lazio povera e smarrita, ricca e vittoriosa. L´ho vista esanime, sofferente, allegra sorridente. L´ho vista volare, l´ho vista cadere. L´ho vista maltrattare e l´ho difesa, l´ho vista tradita (io no, non l´ho mai tradita). Ne ho viste tante e le ho criticate e poi le ho perdonate. Tutte le ho amate, come amo questa e come anche questa ho perdonato. Le ho perdonato di avermi fatto credere nell´incredibile e poi disilludermi. Le ho perdonato di aver fatto un mercato incomprensibile, che ci ha lasciato fragili dove fragili eravamo e sapevamo di essere. Le ho perdonato l´arroganza di non ascoltare. Le ho perdonato l´incomunicabilitá, le ho perdonato di avermi fatto sperare fino all´ultimo nellárrivo di un grande difensore. Le ho perdonato di non aver messo il suo abito più bello ed elegante per andare al gran galà del calcio.

Per questo oggi grido, come sempre, FORZA LAZIO e vedo nella zucca una splendida carrozza e nei topini splendidi cavalli. Vedró questo fino a mezzanotte e fino a mezzanotte  canteró, inciteró, lotteró.

Perché? Perchè sono innamorato.