CAMPIONATO 1922-23: LA LAZIO VICE-CAMPIONE D’ITALIA ALL’ASSALTO DELLO STRAPOTERE DELLE SQUADRE DEL NORD

– di DAGOBERTO BELLUCCI

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La stagione calcistica 1922-23 si apre con la riunificazione delle federazioni (FIGC e CII) avvenuta l’anno precedente. Il Fascismo giunge al potere il 28 ottobre 1922 e la Lazio appronta una squadra capace di competere sia a livello cittadino che nazionale.

La campagna acquisti è di buon livello: un trio d’attacco formato da Bitetti, Baccani e Palmieri va ad integrarsi ad un organico già valido pronto per opporsi alla tradizionale rivale Fortitudo e soprattutto all’Alba Roma, squadra rivelazione della stagione. Lasciano i campi di gioco i pionieri biancocelesti Fioranti e Maranghi ed al loro posto sono integrati Agazzani e Reguzzoni, provenienti rispettivamente da Reggiana e Brescia.

Scrive Mario Pennacchia sul torneo laziale 22-23 e sulla nuova rivalità stracittadina con tra Lazio e Alba: “…il campionato nella capitale si presenta con i biancoverdi di Farneti unanimemente favoriti. Tanta fiducia viene subito corrisposta: alla prima giornata Alba-Roman 10-0. L’atteso duello è in programma il 26 novembre sul campo dell’Alba. (…) Non passa un minuto e, su punizione di Buratti corretta di testa da Degni, Rovida fulmina al volo Agazzoni. Mentre i giocatori tornano al centro per riprendere  il gioco Corbjons ha la pessima idea di schernire il sedicenne Bernardini: battendogli beffardamente una mano sulla spalla gli dice: “A reggi, oggi ve ne famo sette!”. Terzo minuto di gioco: Parboni lancia Maneschi gran tiro , Ricci respinge in tuffo, Ragazzani irrompe e segna.  Alba-Lazio 1-1, dopo 180 secondi. L’Alba si ritiene oltraggiata e reagisce rabbiosa: palo di Mattei. I biancoverdi continuano ad attaccare, la Lazio si tiene pronta al contropiede.  L’occasione buona capita a Fraschetti  che salta in velocità tre avversari e lancia verso Ragazzani. Questi sguscia tra Torta e Mattiello e, arrestata la palla, la controlla fino al tiro imparabile: Alba-Lazio 1-2.  (…) al 32° la partita prende la svolta decisiva: da Filippi a Fraschetti, questi pesca Maneschi  che è mezzo girato verso la porta. La tentazione è forte, Maneschi si  butta in rovesciata: il tentativo riesce, Ricci vola invano: Alba-Lazio 1-3. Adesso la Lazio sa di avere in mano il presuntuoso avversario e la partita. E’ il gran momento di Bernardini: parte da metà campo con una progressione impressionante e  porta i suoi 16 anni davanti allo sbigottito portiere albino: Alba-Lazio 1-4. E’ un trionfo, ma ancora parziale. Altri tre minuti,  nuova vertiginosa fuga di Fulvio, quinto pallone alle spalle di Ricci. E così si conclude il primo tempo: si gioca sul campo dell’Albs , ma è la Lazio in vantaggio per 5-1.” (1) .

La formazione laziale domina in lungo e in largo i rivali biancoverdi , si permette di praticare per lunghi tratti dei secondi 45 minuti  la classica ‘melina’ e reagisce al loro secondo gol segnando altre due reti per un risultato finale di 2-7.

Una partita clamorosa che lascerà un’impronta nella storia delle stracittadine: viene realizzata per l’occasione una canzonetta sull’aria di una marcetta militare: “Ahi squadretta, ahi squadretta traditora, sette goal, sette goal gli infilasti, ed i verdi grandi campioni, tu li sapesti sgominà!”.

Come scriverà Pennacchia: “Al ritorno l’Alba tenterà di rifarsi, ma verrà inchiodata sullo 0-0 da una Lazio che riconquista la supremazia romana anche perchè sagacemente guidata.” (2).

Lazio 1922-23.jpg

Il campionato laziale si presenta durissimo, vista la rivalità tra le contendenti e la loro forza. Proprio per questo si registrano numerosi incidenti che vedono coinvolti i sostenitori, i giocatori e persino diversi arbitri. Ciò determina l’annullamento di alcune partite e la loro ripetizione. La classifica finale vede la Lazio primeggiare con 17 punti e superare la più accanita rivale, l’Alba, che termina staccata di 2 punti.

In quel torneo sono da ricordare i successi esterni  contro la Juventus Audax e il Roman (entrambi per 2-3) il 4-1 interno all’U.S. Romana ed il 3-1 rifilato fuori casa alla Fortitudo. Bernardini scatenato realizza 14 gol.

Nel girone centro-meridionale – squadre divise in due gruppi da quattro –  i biancocelesti devono opporsi ai partenopei dell’Internapoles, alla Libertas Palermo e all’Audace Bari. Non c’è storia: sei partite per altrettante vittorie alcune larghissime ( 4-0 in casa e 0-3 fuori ai napoletani, 10-2 interno contro la Libertas Palermo, 6-0 interno ai pugliesi dell’Ideale). La Lazio passa il proprio gruppo e trova il Savoia nella finalissima per il Centro-Sud.

 

Nella gara d’andata, il 24 giugno, i laziali vincono 3-2 fuori casa bissando il successo il 1° luglio seguente a Roma con un netto 4-1 (con una tripletta di uno scatenato Bernardini).

La doppia sfida che vale il titolo di campione d’Italia vedrà , 8 anni dopo il titolo mai disputato della stagione 1914-15, i biancocelesti opporsi al Genoa.

Le due finali sono in programma il 15 ed il 22 luglio. Ancora una volta la Lazio – e con lei tutte le altre pretendenti del girone centro-meridionale – sbatte contro la supremazia dei rossoblu genovesi.

Quel Genoa schiera nove nazionali. Impossibile per i laziali opporsi ad una simile corazzata.

Finisce 4-1 all’andata a Genova e 0-2 a Roma. Per l’ennesima volta lo scudetto finisce ad una squadra del Nord. La Lazio deve accontentarsi del titolo di vice-campione d’Italia e campione del raggruppamento centro-meridionale. Il divario tra il Nord ed il resto del paese è ancora lontano dall’essere colmato.

DAGOBERTO BELLUCCI

NOTE  –

1) Mario Pennacchia – “Storia della Società e documentazione” nel volume scritto assieme a Giorgio Chinaglia – “Passione Lazio”, Editore Lucarini, Roma 1984 ;

2) ibidem;