1923-1927 – SUPREMAZIA BIANCOCELESTE A ROMA – ANNI DIFFICILI NEI GIRONI CENTRO-MERIDIONALI

– di DAGOBERTO BELLUCCI

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1923-24

La nuova stagione 23-24 vede la Lazio ripartire da dove aveva lasciato nell’estate precedente: una campagna acquisti oculata, pochi innesti di livello, conferme.

Perso Faccani passato alla rivale Alba e rientrati al Nord dopo il servizio militare il portiere Agazzani e l’attaccante Regazzoni i biancocelesti vanno a pescare Ezio Sclavi che si rivelerà per un decennio il miglior numero uno mai avuto fino a quel momento dalla S.S. Lazio e, nella sua storia, uno degli atleti più importanti.

Oltre a Sclavi arrivano Rea e Rispoli dal Roman. Mariani e Peroni dalla Pro Roma, De Col dal Como, Innocenti dal Livorno, Celli dalla Virtus Roma, Lazzarini dalla F.A.T.M.E. e Bonino dalla Lucchese.

A Baccani viene affidata la guida tecnica di una formazione pronta a dare nuovamente battaglie allo strapotere delle fortissime squadre del Nord.

Nel Girone Sud-Lazio i biancocelesti arriveranno al secondo posto a pari della Fortitudo, con 15 punti in dieci partite, uno in meno dell’Alba. Lo spareggio per il passaggio del turno alla fase successiva si svolgerà il 4 maggio ’24 ed i biancocelesti lo vinceranno per 2-0.

Con 39 reti all’attivo e 11 subite la Lazio si conferma squadra solida davanti dove cannoniere risulterà ancora Fulvio Bernardini con 12 reti davanti a Dante Filippi 9 e Aldo Fraschetti 7.

Nella semifinale interregionale Divisione Sud, la Lazio trova come avversarie l’Anconitana, l’Ideale Bari ed il Savoia di Torre Annunziata.
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(Una formazione della Lazio nella stagione 1923-24)
La Lazio, grazie anche alla decisione del Direttorio Nazionale della F.G.C.I. che assegna la vittoria a tavolino all’Ideale Bari nel match in trasferta contro il Savoia, finisce il torneo al primo posto con 7 punti a pari merito con gli stessi baresi.
Lo spareggio con l’Ideale Bari viene disputato in gara unica il 6 luglio  sul terreno di gioco dell’Ancona. Vincono i laziali 2-1 ai supplementari centrando per il secondo anno consecutivo l’accesso alla finalissima per il titolo contro il solito Genoa.
A sparigliare i sogni di gloria della Lazio arriva una  discutibile decisione della Commissione di Giustizia, che ribalta la precedente sentenza a favore del Savoia, che si riappropria così del primo posto nel girone di semifinale e le consente di scontrarsi prima con l’Alba per il titolo della Lega Sud e poi con il Genoa per la finale nazionale.
Alla fine saranno i rossoblu liguri a centrare per il secondo anno di fila la vittoria conquistando il loro nono ed ultimo titolo italiano.

1924-25

La stagione 1924-25 si aprì all’insegna delle conferme. Pochi i movimenti di mercato. La perdita maggiore sarà quella di Maneschi che passò ai rivali dell’Alba che mise sul piatto un buon ingaggio quando ancora i dirigenti biancocelesti si ostinavano ad una difesa ad oltranza del puro dilettantismo. Anche Saraceni I abbandonò l’attività agonistica per entrare tra i quadri della Società.
Approdarono in casa Lazio De Franceschi, Cattaneo, Pardini e il cecoslovacco Jokl mentre il portiere, Sclavi, convinse i dirigenti ad ingaggiare un suo commilitone di leva a Roma ritenuto fortissimo in attacco: fu così che Vojak vestì la maglia biancoceleste.

Il campionato

Il campionato sembra la fotocopia del precedente: Lazio seconda dietro all’Alba e successivamente eliminata dalla fase a gironi centro-meridionale.
Sono introdotte alcune novità: dal 24-25 è valido il gol da calcio d’angolo mentre alla vincente il titolo si concede di fregiarsi l’anno seguente sulle maglie di un piccolissimo, quantomai significativo, pezzo di stoffa tricolore; lo scudetto da allora simbolo della squadra campione in carica.
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( Una formazione laziale nella stagione 1924-25 )
Il girone laziale vede i biancocelesti giungere secondi con 11 punti, 1 in meno dell’Alba e 1 in più della Fortitudo.
Nella fase regionale, il cannoniere assoluto è ancora Bernardini che segna 11 reti, seguito dal neo-acquisto Vojak con  3.
Il Girone Centro-Meridionale vedrà la Lazio arrivare prima con 8 punti alla pari dell’Anconitana. Lo spareggio disputato il 28 giugno 25 vedrà la squadra marchigiana prevalere per 1-0.
Miglior marcatore laziale anche nella fase interregionale si conferma Bernardini con 5 reti, seguito ancora da Vojak con 4.
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( Fulvio Bernardini per tre stagioni consecutive miglior realizzatore dei laziali )

1925-26

La nuova stagione calcistica 25-26 vedrà la conferma di Desiderio Koszegi, allenatore di origini magiare ufficialmente ingaggiato con un contratto professionistico. La Lazio progressivamente si adegua ai tempi nuovi:  viene abbandonata l’idea di una società sportiva dilettantistica malgrado per qualche anno ancora sia questa la base fondativa che ispirerà le campagne di mercato.
Nell’assemblea dei soci del 19 giugno 1926 la Lazio cambierà anche la propria ragione sociale e da Società Podistica Lazio diviene Società Sportiva Lazio, nome che conserva tutt’ora.
Il torneo 25-26 sarà deludente: arriverà  terza in classifica (dietro alla solita Alba e alla Fortitudo) e questo, con la riforma che andrà in vigore nell’estate 26, significherà per i biancocelesti un declassamento in prima divisione nel  torneo 26-27.
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( Un undici biancoceleste nella stagione 1925-26 )

Il campionato

In questa stagione i laziali pagheranno carissime le sconfitte in trasferta contro le dirette avversarie: il 6-2 rimediato sul campo della Fortitudo il 29 novembre 1925, il 5-3 subito sul campo dell’Alba Roma pochi giorni prima di Natale.
Nell’estate 1926 i tre esperti nominati dal Presidente del CONI Olivetti approntarono la riforma del massimo campionato di calcio. I tre – Mauro, Graziani e Foschi (che l’anno seguente sarà il futuro padre-fondatore dell’A.S. Roma) decisero la creazione di un torneo a venti squadre composto dalle prime classificate dai campionati regionali e una prima divisione di quattro gironi con le squadre giunte nelle posizioni di rincalzo nel 25-26.
La Lazio, giunta terza l’anno prima, venne assegnata e di fatto declassata al Girone D meridionale della Prima Divisione.
Avversarie dei biancocelesti saranno le formazioni meridionali della Casertana, della Pro Italia, del Foggia, dell’Audace e del Roman, del Palermo, della Bagnolese e le due baresi (Ideale e Liberty).
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( Un undici biancoceleste nel campionato di Prima Divisione 1926-27 )
In pratica per poter accedere l’anno seguente nel massimo campionato, la Lazio era costretta a vincere il suo girone. Dopo giornate di dure lotte in casa e nelle lontane e disagevoli trasferte meridionali, i biancocelesti riuscirono nell’impresa giungendo primi in classifica con un solo punto di vantaggio sulla Liberty Bari e sei dalla terza, la Bagnolese.
A fine stagione si svolse anche il torneo che doveva decretare la squadra vincitrice a livello nazionale tra le prime dei Quattro Gironi: demotivati e stanchi i laziali arrivarono ultimi a pari merito della Reggiana con 5 punti , dietro alla Pro Patria seconda con 6 punti e al Novara primo con 7.

Il cambio di ragione sociale

La Lazio, che aveva cambiato la sua ragione sociale da Società Podistica Lazio a Società Sportiva Lazio nell’assemblea del 19 giugno 1926 , delibera l’autonomia delle sue sezioni nell’assemblea del 22 settembre dello stesso anno e riforma il suo organigramma.
Presidente Generale viene nominato Ettore Varini e Presidente della Sezione Calcio Riccardo Barisonzo uomo di comprovata aderenza al credo mussoliniano, in un’ottica politica di fascistizzazione dello sport italiano.
Da segnalare che la S.S. Lazio nell’Assemblea Generale del 25 luglio 1927 nominò Benito Mussolini socio onorario.
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(Il nuovo simbolo della Lazio dal 1927)
Grandi cambiamenti si stavano approntando sulla scena calcistica cittadina in quell’estate 1927 … Di lì a qualche settimana per volere del potere politico e le pressioni di Foschi sarebbero scomparse le principali storiche avversarie romane dei laziali per dar vita ad una fusione ibrida e ancora poco chiara dalla quale sarebbe sorta l’Associazione Sportiva Roma.
Fusione alla quale,  come si vedrà, la S.S. Lazio rispose ‘Niet!”.
DAGOBERTO BELLUCCI