Guerino Gottardi, in un intervista al Corriere. It, ha parlato del suo periodo alla Lazio, e della fortuna di trovarsi in mezzo a dei fenomeni: “Per scegliere quelli da mandare in campo potevi anche bendarti e far decidere al caso, erano tutti fortissimi”. Poi parla anche del grande affetto da parte dei tifosi laziali: “Mi vogliono tanto bene, anche se sanno che non ero un campione come quelli lì. Quelli che erano due squadre di fenomeni, mica una sola”. Gottardi ha parlato anche degli allenatori, che ha incrociato nel suo periodo laziale, Zoff, zeman ed Eriksson :  “Zeman? Non credo mi abbia voluto lui, ma fa niente. Ci ha insegnato il gioco d’attacco, e tornerà buono negli anni seguenti. Rigido negli schemi, ma faceva anche tante battute, persino troppe, al punto che a volte mi giravano le scatole. Dopo di lui ci fu Dino Zoff, e io ero affascinato dal suo mito, come tutti. Altro grandissimo allenatore. Come Eriksson, che è stato la sintesi di Zeman e Zoff e ci ha portati per mano alle vittorie. Uomo equilibratissimo, perfetto dal punto di vista psicologico perché non era facile mettere assieme tante culture e tante personalità diverse, con lui potevi parlare di tutto”.