Luis Alberto è ormai un punto fisso dello scacchiere di Inzaghi. Da quando è arrivato alla Lazio è cresciuto di anno in anno, arrivando a conquistare anche la maglia della nazionale spagnola. Il classe ’92 ha rilasciato a Marca una lunga intervista, nella quale ha toccato molti temi.

“Ho un pò forzato il mio rientro, perché venivo da un buon momento e avevo voglia di tornare subito in campo anche se, dopo la gara con l’Atalanta, la ferita mi si era riaperta.

Per nessuno siamo i favoriti, ma ce la giocheremo. Ci troviamo bene a giocare contro squadre che concedono spazi. Nessuno è imbattibile, ma dovremo fare una grande gara. La squadra ha ritrovato la sua identità e ora siamo di nuovo felici.

Fermarmi per l’appendicite non è stato facile per me, perché ero reduce da un buon periodo. Ero arrabbiato perché questo è l’anno dell’Europeo e io lavorerò per convincere Luis Enrique a chiamarmi.

Amo fare sia assist che gol, in questo momento sto segnando di più, forse anche perché gli avversari coprono meglio le linee di passaggio. Ho sempre preferito fare assist, ma è bello anche realizzare un gol e dedicarlo al proprio figlio. Immobile è il nostro miglior realizzatore e giustamente ha vinto la Scarpa d’Oro, ma quel premio lo sentiamo un pò tutti come se fosse anche nostro. Sono felice di aver centrato il record di miglior assistman, ma soprattutto di essere arrivato in Champions con questa maglia. Mi piacerebbe superare il record di 12 gol della stagione 2017/18, me ne mancano 6, spero di farcela.

Il nostro obiettivo deve essere confermarci in Champions anche il prossimo anno. Serve continuità per crescere. Ho saltato due gare della fase a gironi, ma adesso ne ho altrettante da giocare, spero di far bene.

Il derby qui è molto sentito. Dopo aver segnato due gol mi hanno fermato in tanti e mi hanno fatto sentire come un Dio. Purtroppo però, dopo pochi giorni mi hanno operato per appendicite. Quest’anno sto avendo la fortuna e la bravura di segnare molto in partite importanti.

Reina era il tassello mancante in questo gruppo. Una figura carismatica, che ha vinto tutto ed è molto rispettato. Non ha paura di dire quello che pensa a ognuno di noi. Nella famiglia laziale lui può essere considerato come un padre.

La scorsa stagione è stato un vero peccato che il campionato si bloccasse. Eravamo molto lanciati, avevamo fatto 17 vittorie in 21 gare, se non si fosse fermato tutto probabilmente ci saremmo ritrovati in testa con 7-8 punti di vantaggio. Prima della ripartenza molti giocatori si sono infortunati e infatti abbiamo finito la stagione con pochi calciatori. Siamo molto dispiaciuti perché potevamo scrivere la storia.

Sulla faccenda tamponi abbiamo fatto ciò che ci è stato detto. Se eravamo positivi stavamo a casa mentre se eravamo negativi ci allenavamo. Mi resta molto strano capire come un giocatore possa risultare prima positivo poi negativo e poi di nuovo positivo.

La lite con Lotito si è risolta, io sono a disposizione del mister e di Peruzzi e sono pronto a continuare a sacrificarmi per la Lazio. Qui a Roma sto bene, se la società vuole tenermi io sono felice di rimanere”.