La Lazio, si sa, è una squadra imprevedibile.

Le capacità non mancano, ma spesso, non vengono messe in atto. Vuoi per mancanza di mentalità, vuoi per scarsa programmazione, vuoi per errori di convinzione, ma spesso quando tutto dovrebbe girare per il meglio, le cose non vanno. L’ultima dimostrazione arriva dalle recenti nove partite disputate. Sei vittorie e tre sconfitte che non lasciano alibi.

Dopo aver inanellato una serie di vittorie sono arrivate tre batoste una diversa dall’altra.

Problemi e difesa

Gli errori maggiormente visibili derivano da una programmazione iniziale a dir poco deficitaria. Sembra assurdo presentarsi ai nastri di partenza con in rosa solo sei difensori. Luiz Felipe, Radu, Acerbi, Patric, Armini e Hoedt. Vavro infatti non è mai stato preso in considerazione. I difensori, generalmente, sono i calciatori che rischiano maggiormente di non essere disponibili per le partite da disputare. Sono infatti la categoria più ammonita ed espulsa, sono quelli che rischiano maggiormente infortuni, devono spesso far uso del fisico rispetto ad attaccanti e ccntrocampisti che usano principalmente la tecnica. Inoltre, mister Inzaghi ha dato dimostrazione di non fidarsi completamente degli uomini di reparto difensivo. Il grave infortunio di Luiz Felipe e le concomitanti squalifiche di colleghi hanno costretto l’allenatore a schierare Marco Parolo come esterno basso. Ma il lombardo ormai ha un’età e un passo che non lo agevolano affatto nella marcatura di calciatori veloci o fisicamente importanti.

Centrocampo

A centrocampo gli innesti di Fares e Pereira non hanno dato le garanzie sperate. C’è da dire che l’algerino è reduce da un brutto infortunio. Il brasiliano invece è stato tenuto poco in considerazione, anche quando Luis Alberto era fuori forma. A proposito dello spagnolo, in questa stagione sembra aver smarrito le sue spettacolari verticalizzazioni. La mancanza dei suoi passaggi filtranti si fa sentire, così come le parole fuori luogo che spesso si rivelano un’arma a doppio taglio.

Milinkovic-Savic, pur essendo spesso giudicato il migliore in campo, in questo campionato non ha espresso a pieno le proprie potenzialità. Da un talento come lui ci si aspetta sempre maggior incisività, mancano fortemente i suoi inserimenti in area, Sempre nel reparto centrale biancoceleste, chi non sta rispettando le aspettative create lo scorso anno è Lucas Leiva. Il brasiliano non è certamente quello della scorsa stagione. Troppe volte lo si è visto in difficoltà nell’arginare le avanzate avversarie, forse avrebbe necessitato di qualcuno in suo aiuto, ma il modulo si sa è quel che è.

Le uniche note positive sono venute da Lazzari, Marusic ed Akpa Akpro. quest’ultimo arrivato in sordina, si è dimostrato molto utile alla causa laziale. Ha messo in campo un ottimo dinamismo e grande altruismo. Lo stesso non si può dire di Capitan Lulic. L’eroe del 26 maggio purtroppo ha subito un grave infortunio ed ha appena rimesso gli scarpini in campo. certo è, che anche per lui, la carta d’identità è impietosa.

Attacco

Anche l’attacco non ha rispettato le attese. Correa, ad esempio, è un talento raro, ma purtroppo spesso non ricorda che nel calcio moderno oltre al fioretto bisogna usare anche la spada. I suoi leziosismi fatti di tacco e punta sono belli da vedere ma infruttuosi quando c’è da puntare la porta. Caicedo, al contrario, ha avuto poche possibilità di mettersi in mostra. Probabilmente il suo “vado o resto alla Lazio” ha fiaccato un po’ la stima del tecnico che lo ha utilizzato poco preferendogli, a volte, Muriqi.

Il kosovaro ha avuto un pessimo inizio di stagione per via di un brutto infortunio muscolare e per esser stato contagiato dal Covid-19. le sue prime prestazioni si sono rivelate a dir poco pessime ma pian piano sta prendendo confidenza con i compagni e con gli schemi di Inzaghi..

Discorso a parte per Ciro Immobile. Il detentore de “la Scarpa d’Oro” vive attualmente un periodo di appannamento. E’ assolutamente normale, considerando il fatto che Re Ciro non è solo un bomber da area di rigore ma, sviluppa una gran mole di gioco. Mister Inzaghi ha per Immobile una stima infinita, tanto che a volte, quando sarebbe giusto dare un turno di riposo Inzaghi rinuncia farlo sedere in panchina.

Inzaghi

A proposito di Inzaghi, il lungo tira e molla con la società, per il rinnovo del contratto, sta creando tensioni non solo tra i tifosi. Tutti sanno che i calciatori giocano meglio se hanno la certezza di poter contare sul proprio mister. Non vorremmo che il continuo rinvio del rinnovo diventi un alibi per i giocatori.

Lotito e Tare

Duro sarà il lavoro del DS Tare e del presidente Lotito. La Lazio è una delle squadre più anziane della Serie A. Radu, Lulic e Parolo hanno come nemico la carta d’identità. La difesa andrà rinforzata con almeno tre elementi di qualità ed affidabilità. A centrocampo servirà assolutamente un sostituto di Leiva, che necessariamente non potrà disputare tutte le partite. servirebbe anche un laterale un laterale destro per dare il cambio a Lazzari. Tutto questo andrebbe pianificato in tempo. la società, specie nella scorsa sessione estiva di mercato, ha dimostrato di non aver quasi mai un piano B.

Oltretutto, con la squadra quasi fuori dalla Champions League e col difficile raggiungimento di un posto nella stessa competizione, avrà a disposizione una somma minore di denaro da investire in calciatori.

Quale sarà il destino di Inzaghi e di tutta la squadra?