Lazio-Inzaghi, rinnovo difficile?

Comunicazione isterica. Non un’opinione personale, quanto la riflessione che conclude la rassegna stampa calcistica odierna che, a colpi di click e digitazioni imponenti, così titola lo scontro finale: “Lazio-Inzaghi, rinnovo difficile. Il successore può essere Gattuso” contro “Lazio, Inzaghi vuole rimanere: nella sosta l’incontro decisivo con Lotito”.

Perché il giornalista, si sa, è anche un po’ veggente: prevede i fatti di cronaca di cui – e su cui – dovrà poi discernere, approfondire e, perché no, ammaestrare.

Lo scontro sul rinnovo di Inzaghi

I due articoli, in parallelo, rivelano le seguenti informazioni (ovviamente esclusive, poco importa citarne la fonte – è sicuramente autorevole): “Dopo cinque anni c’è voglia di cambiare. Soprattutto se gli spifferi Juventini riportano Inzaghi verso Torino, e così il tecnico potrebbe tenersi libero per l’amico Paratici. È il motivo per cui da giorni a Formello si rincorre il nome di Gattuso: in alternativa Tare ha sempre tenuto ottimi rapporti con Juric. Il croato è alla ricerca di nuove esperienze, dopo le due importanti stagioni a Verona. Ma dovrà essere lo stesso Inzaghi a scioglierei suoi nodi. E vedremo quanto Lotito sarà disposto ad aspettarlo.”, una perentoria descrizione, insomma, di una realtà già proiettata al post-Inzaghi.

Realtà che si infrange contro l’opposta versione dei fatti: “Inzaghi, con il contratto fino a giugno, è corteggiato dal Napoli ma ha scelto di sposare ancora il progetto biancoceleste. Anche il presidente vorrebbe continuare con il tecnico, a cui ha già fatto recapitare il nuovo contratto fino al 2024 (a 2,5 milioni fissi più bonus). ”Non ci saranno problemi per la firma”, hanno dichiarato più volte i diretti interessati.” – opposta versione dei fatti, appunto.

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità

I latini erano soliti dire che la virtù sta nel mezzo. Nel mezzo, ad oggi, c’è un contratto impolverato ancora vergine della macchia di inchiostro – firma di Inzaghi. Il racconto dei racconti si riduce perciò, più o meno, ad una barzelletta spezzata a metà e il cui finale potrebbe essere molto divertente o molto amaro.

C’è però da ammetterlo: la battuta giornalistica strappa già un sorriso – per battuta si intende il battere insistente sui tasti che poco o nulla ha a che vedere con il rinnovo di Inzaghi.