Un finale… da favola

Come nelle più belle favole, il finale della Lazio, dopo una chiusura di campionato molto deludente, si colora di bianco e di celeste, simboli di purezza e serenità. Il finale di stagione è di quelli che non ti aspetti, tecnicamente e tatticamente assistiamo a una resa che ci fa rabbrividire, che getta ombre sul futuro della panchina e dell’intero organico. Tifoseria scontenta, ambiente nuovamente depresso: tutto lascia presagire che si ripartirà male con la nuova stagione.

Simone Inzaghi, l’antagonista

Mister Inzaghi incontra però il presidente Lotito e, dopo diverse ore, sembra che tutto sia risolto: sarà ancora lui alla guida del club per il prossimo anno. Poi nella notte accade qualcosa che non ti aspetti, un dietrofront che lascia tutti senza parole. La depressione sale ancora, una parte della tifoseria insorge, sui social assistiamo ad attacchi di ogni tipo contro la società, contro il mister, insomma un “tutti contro tutti” – un film già visto e rivisto, una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro.

E accade improvvisamente, come nelle migliori favole, qualcosa di straordinario, che in 17 anni non avevamo mai visto o forse non volevamo vedere. Il Presidente Claudio Lotito decide di cambiare marcia, decide di investire nell’allenatore più forte del momento, quasi a voler dimostrare al mondo intero che la Lazio c’è sempre stata, c’è e ci sarà sempre.

Sarri, post-moderno eroe del calcio

Da oggi comincia l’era del Sarrismo, quel fenomeno che vede protagonista un allenatore di campo, che gioca un calcio totale e che si guadagna la stima e il rispetto dei tifosi fin dalle categorie inferiori. Questo è un investimento finanziario degno di un grande club, un messaggio preciso all’intero ambiente che lascia tutti a bocca aperta e disorienta anche i più agguerriti contestatori (o, meglio ancora, i miscredenti).

Il progetto Lazio

Qualcosa sta veramente cambiando? A mio avviso no. È solamente la conseguenza di un progetto che parte da lontano, e che vede il buon padre di famiglia muovere i passi secondo la lunghezza della propria gamba, dando la priorità alle questioni di carattere finanziario, rafforzando l’aspetto patrimoniale del club, per poi sferrare l’affondo decisivo mirato alla costruzione di una grande squadra che possa ritornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.

È ora di godere amici Laziali, è ora di riconoscere al Presidente i meriti che si è guadagnato sul campo in questi anni, ne vale la nostra credibilità e onestà intellettuale di uomini prima ancora che tifosi. Questo è il momento di stringerci intorno alla nostra società, dobbiamo riappropriarci dei nostri valori che i nostri padri fondatori ci hanno insegnato. Essere Laziali è un qualcosa di estremamente profondo, il nostro smisurato amore non può avere divisioni, non può vivere di rancori, altrimenti tutto questo sforzo sarebbe vano. Grazie Presidente per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che farà per la nostra Lazio. Personalmente glielo dovevo.