La frase che fino adesso ha contraddistinto le più recenti finestre di mercato è stata: “Prima si vende e poi si compra”. Il gergo dei direttori sportivi e degli operatori di mercato ormai è diventato un mantra. La pandemia, che ha messo in ginocchio conti e bilanci delle società calcistiche e non solo, è certamente responsabile di questa situazione di emergenza economica e la forte contrazione dei ricavi ha acuito l’urgenza di sostenibilità del mondo del calcio.
Per quanto concerne il calciomercato in Italia, sono tante le trattative in dirittura d’arrivo ma queste vengono ostacolate da una novità regolamentare: l’indicatore di liquidità. Al momento, questo strumento, ad esempio, sta bloccando il mercato in entrata della Lazio, che ha già definito le operazioni per Hysaj e Felipe Anderson, ma che ancora non può sbloccarle.
L’indice di liquidità, introdotto dalla Federcalcio nel 2015, “ è un parametro ben spiegato all’interno del NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) che insieme ad altri (indicatore di indebitamento – indicatore di costo del lavoro allargato – indicatore di patrimonializzazione) viene utilizzato per determinare il grado di equilibrio delle società ed è calcolato attraverso il rapporto tra le Attività Correnti (Soldi disponibili) e le Passività Correnti (debiti). In particolare, si tratta di un indice che dimostra quando una società sia in grado di rispettare i propri impegni finanziari nel breve termine. Per la stagione 2019/20 il rapporto massimo era fissato a 0,7, che sale a 0,8 per il 2020/21. Oltre a risultare un impedimento nelle trattative, il rispetto di questo valore è fondamentale per l’iscrizione al campionato di serie A. Il provvedimento relativo all’indicatore di qualità è revocabile in caso di intervento dell’azionista di maggioranza o degli azionisti, che possono riportare l’indicatore in positivo tramite, ad esempio, un aumento di capitale. In assenza di contributi degli azionisti, l’unico modo per rientrare nei parametri è vendere per poi comprare. Al momento sei squadre di Serie A sono fuori dai parametri previsti dall’indicatore di liquidità: Lazio, Roma, Milan, Cagliari, Sassuolo e Bologna. Anche la Juventus aveva superato il confine, ma con l’aumento del capitale sociale (fino a 400 milioni) è rientrata in regola”.
La Lazio deve chiudere una grossa cessione (Correa o Luis Alberto) per sbloccare il mercato in entrata, ad oggi nessun acquisto può essere formalizzato.
Probabilmente nei prossimi giorni qualcosa inizierà a smuoversi. La Lazio ha necessità di fornire la rosa completa a Mister Sarri il prima possibile e la dirigenza dovrà lavorare moltissimo per accontentare il suo nuovo allenatore.

Luca Migliorini

 

Sitografia: https://grandhotelcalciomercato.com/it/calciomercato-indicatore-liquidita-significato-cos-e