Era l’anno del centenario, lo Scudetto sul petto conquistato qualche mese prima. La Lazio si presenta ad affrontare l’Inter per la Supercoppa Italiana, era l’8 Settembre 2000 allo Stadio Olimpico di Roma. Era una squadra imbattibile, con gli acquisti di Peruzzi, Claudio Lopez ed Crespo. Una Lazio argentina, calcolando già in rosa Veron, Simeone e Sensini. Claudio Lopez, un po’ ricordava nei movimenti Beppe Signori, si presenta ai suoi nuovi tifosi con una doppietta, poi Mihajlovic su rigore e Stankovic permettono di portarsi a casa la Supercoppa Italiana. Con il Matador, Marcelo Salas, escluso e mandato in tribuna. Un Salas molto triste quella sera, il presidente Sergio Cragnotti disse: “Salas non si discute, ha sofferto con me. Marcelo voleva stare in campo ma gli ho detto che ci servirà in una stagione lunghissima”.

La paura dei tifosi laziali era quella di trovare una Lazio appagata dai trionfi dello Scudetto e della Coppa Italia, conquistati nello stesso anno. Invece affrontò l’Inter di Bobo Vieri con la mentalità giusta. Non era facile visto che, la Lazio, aveva fatto solamente due allenamenti prima di quella sfida all’Olimpico. I tifosi si aspettavano molto da Hernan Crespo quella sera, pagato da Sergio Cragnotti 110 miliardi, invece fu proprio Claudio Lopez a far sorridere i tifosi, disputando una grandissima partita che è servita a qualcuno per scoprire il suo talento. A fine gara Claudio Lopez disse: “Era un sogno partire così”, quella sera Gianni Agnelli lo definì “un felino”.  Quella gara fu una delle migliori partite della stagione 2000/01, con 7 gol segnati e il settimo trofeo dell’era Cragnotti – Eriksson. In tre stagioni, infatti, dopo la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana del 1998, Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea del 1999, l’accoppiata Scudetto e Coppa Italia di 4 mesi prima. E poi questa splendida serata che ha portato la Supercoppa Italiana nella bacheca della Lazio. In quella partita l’Inter cercò di resistere finché ha potuto allo strapotere laziale ed è rimasta in partita per 46 minuti. I nerazzurri hanno offerto anche momenti di ottimo calcio, nonostante un pessimo inizio di giornata visto che, dopo il k.o. di Sebastian Frey, si fermarono anche Blanc e Recoba. Lippi fù costretto a rivoluzionare la squadra, mettendo Domoraud centrale con Cordoba e lanciando subito il nuovo arrivato Vampeta. Eppure l’Inter, per niente in soggezione di fronte alla Lazio che gioca la prima volta all’Olimpico con la novità di Crespo, si è arresa soltanto dopo 75 minuti, passando addirittura in vantaggio dopo due minuti con il pallonetto di Keane. La Lazio accusò il colpo e fece fatica a trovare l’assetto giusto. La sveglia arrivò da un colpo di testa di Simeone con la risposta straordinaria in angolo dell’applauditissimo Marco Ballotta, pochi mesi prima Campione d’Italia con la Lazio. Poi Peruzzi negò il raddoppio a Keane. Passato li pericolo la Lazio riprese a macinare gioco, facendosi sempre più minacciosa. A forza di insistere la Lazio trovò il pareggio, un grande sinistro di Claudio Lopez al 34 e poi il vantaggio 5 minuti dopo, grazie sempre a Claudio Lopez, smarcato da Crespo e bravissimo a bruciare sullo scatto Cordoba. L’Inter sembrava che stesse crollando dopo 60 secondi dall’inizio della ripresa, quando Vampeta, bravissimo nella sua prima serata italiana, atterrò con un intervento maldestro Nedved e regalando il rigore alla Lazio, trasformato da Sinisa Mihajlovic e portando la Lazio sul 3 a 1.

La Lazio cominciò così a giocare un calcio accademico, convinta che la pratica era chiusa. Invece l’Inter, mai doma, trovò il secondo gol su punizione di Farinos, deviata da Sensini alle spalle di Angelo Peruzzi al 62° minuto. La Lazio provò a premere sull’acceleratore e Veron pescò Stankovic, che superò con un pallonetto Marco Ballotta portando la Lazio sul 4 a 2. Finita? No, perché Vampeta sorprende tutti, compreso Peruzzi, con un diagonale beffardo che riaprì la partita all’81°. L’Inter si avvicinò anche al pareggio, ma Hakan Sukur, sprecò una grande occasione. La Lazio non riuscì a segnare la quinta rete, ma nemmeno questa volta ai nerazzurri portò fortuna aver segnato il primo gol della partita. L’Olimpico restò inespugnabile. Così la Supercoppa Italiana confermò lo straordinario potenziale offensivo della Lazio, capace di segnare in qualsiasi momento e con qualsiasi giocatore. Poi in difesa c’era il Capitano Alessandro Nesta, che fu insuperabile nell’uno contro uno e nell’anticipo sui giocatori dell’Inter. La serata finì con il trionfo della Lazio davanti alla sua gente. E quando Nesta alzò la coppa al cielo, dentro l’Olimpico, si sentì un boato che ancora oggi rimbomba dentro il cuore dei tifosi…

 

Supercoppa Italiana 2000

 

Venerdì 8 Settembre 2000, ore 21:00

 

Stadio Olimpico di Roma

 

Lazio – Inter 4 – 3

 

Marcatori: 2′ Keane, 33′ C. Lopez, 38′ C. Lopez, 47′ Mihajlovic (rig), 62′ Farinos, 75′ Stankovic, 76′ Vampeta

 

LAZIO (4-4-2)

Peruzzi, Pancaro (69′ Gottardi), Mihajlovic, Nesta, Favalli, Stankovic (81′ Lombardo), Simeone, Veron, Nedved (’54 Sensini), C.Lopez, Crespo

A. disposizione: Marchegiani, Colonnese, Pesaresi, S.Inzaghi

 

Allenatore: Sven-Göran Eriksson

 

 

INTER (4-3-1-2)

Ballotta, M. Serena, Cordoba, Domoraud, Macellari, Vampeta, Farinos, Jugovic (60′ Peralta), Seedorf (’91 Colombo), Sukur, Keane

A. disposizione: Varaldi, Fissore, Iaia, Cauet, Di Biagio

 

Allenatore: Marcello Lippi

 

Arbitro: Sig. Farina (Novi Ligure)

 

Ammoniti: Macellari, Keane e Sensini