Quando bussa alle porte il Novecento, nessuno può sospettare che passerà alla storia come il “Secolo breve”.

Roma, pigramente, si desta ancora al suono delle sue mille campane, la velocità è quella delle carrozze, per i pochi che possono permettersele.

Il Papa non è più Re e si è chiuso in uno sdegnato isolamento.

I piemontesi, dopo la Breccia di Porta Pia, provano a cambiare il volto di una città ferma da secoli, per trasformarla nella capitale di uno stato moderno.

L’Italia fa i conti con i suoi sogni coloniali, frustrati però dalla disfatta di Adua, dove, nel 1896, le truppe del ras Menelik hanno sbaragliato i bersaglieri del generale Oreste Baratieri.

Tra loro, il giovane Luigi Bigiarelli, adesso in piedi davanti a una piccola platea di ragazzi, appassionati come lui. È la prima Lazio della storia.  È il 9 gennaio del 1900.

La Lazio nasce perché senza affiliazione a un sodalizio non si può partecipare a corse.

Il nome trae origine dall’antico Latium. I colori, il bianco e celeste, la cui musa è la bandiera greca, patria dell’Olimpismo.

La neonata società vincerà le gare d’esordio.

La prima è il 2 febbraio. Tagliano il traguardo solcando strade allagate e sferzate dal vento, che avevano intimorito gli altri concorrenti al punto di farli fermare lungo il percorso e arrivare con 2 ore di ritardo. L’Audax podistica è la prima corsa disputata dalla Lazio, quindi il Giro di Castel Giubileo dell’11 marzo.

Il pallone, invece, arriva più tardi.

Lo porta a Roma tale Bruto Seghettini, da Parigi, dove è socio del Racing, È una socictà già affermata, dai colori del destino, bianco e celeste.

Il football, come è chiamato il nuovo gioco, vaga da uno spazio all’altro. In quegli anni pionieristici è complicato trovare ogni cosa: dal primo campo agli avversari.

Seminaristi scozzesi a parte, il primo è il club sportivo Virtus, nato da una costola proprio della Lazio e battuta 3 a 0, nel primo derby del Calcio romano. La fama della Lazio si diffonde ed è invitata come una star.

A Roma, e in tutto il Centro-Sud, ha pochi rivali. Anzi, nessuno. Si registra qualche disavanzo economico, cui tenta di porre rimedio il primo storico presidente, Fortunato Ballerini, conosciuto dai laziali dopo una prestazione podistica in papillon e ombrello al braccio. Uomo di sport a tutto tondo, è a Londra, nel 1908, quando Dorando Pietri taglia il traguardo olimpico.

Storia nota. Sono gli anni dei pionieri che spopolano nell’Urbe ma mai avrebbero immaginato cosa sarebbe diventata la creatura a cui avevano dato i colori dello sport.