Ci risiamo. Quella che il sottoscritto aveva definito una “leggerezza”, riferita alla situazione legata all’episodio Bernabè, come al solito si è tramutata in un caso di portata internazionale! Siamo all’assurdo, un Paese come il nostro, che ha situazioni problematiche di ben più notevole rilevanza, ne fa’ addirittura la notizia più importante di un telegiornale nazionale subito dopo le notizie relative alla politica interna. Sparata così nell’edizione delle 13:30! Sicché a cascata tutti a perorare l’ingiusta causa a più riprese. Che dire della giornalista Maria Teresa Meli, che si interroga così “non sò se sia peggiore essere laziali o fascisti” cercando conforto, ma trovando solo il gelo della conduttrice di Agorà Luisella Costamagna. Oppure voleva essere spiritosa, forse cercando di fare sorridere qualcuno in maniera pagliaccesca, quella che forse più le si addice. Proseguendo nell’ormai atavico accanimento contro la nostra Lazio, ecco apparire dal nulla Massimo Camparotto nella figura di presidente dell’OIPA, un’associazione che si erge a difesa di quegli  animali “vittime” di show mediatici. Strana la coincidenza che tutto ciò accada, a distanza di oltre undici anni dal primo volo della nostra amata Olympia, che volteggiò nella storica occasione datata 22 settembre 2010… E non mi pare che in tante altre occasioni gli animali, protagonisti di una quantità industriale di film, tantissime volte con scene di cruda violenza, abbiano ricevuto il conforto del presidente Camparotto… Distratto. Poi la parte più squallida di tutta la vicenda. Social impazziti contro Bernabè, criminalizzato in maniera sconfortante. Addirittura gente che non sò a quale titolo, ha chiesto a viva voce il licenziamento del povero falconiere. Cattiveria gratuita che dimostra qualora ce ne fosse bisogno, l’odio che solo una tastiera può scatenare in maniera subdola avendo l’opportunità di non metterci la faccia. Vergognatevi esseri immondi!

Certo Jaun Bernabè, amico mio, secondo me hai peccato di leggerezza, ma nessuno ha il diritto di vessarti in questa maniera. Magari accetta un consiglio fraterno, la prossima volta usa un po’ più di accortezza…
Poi il solito episodio di razzismo, (quale?), che ovviamente non poteva non vederci coinvolti solo per salvare i “ghiaccioli arcobaleno”. I presunti, e dico presunti corri/ululati, rivolti al subentrante marsigliese Bamba Dieng nel corso della partita di giovedì, sono stati clamorosamente smentiti dall’allenatore dei transalpini Sampaoli. Il tutto sbattuto in faccia a certa stampa Blue, che di sicuro non dimentica le sonore sconfitte subite nel corso della Storia del calcio dagli Azzurri. Tutto ciò mentre in una ghiacciata notte artica, in uno stadio anonimo, il solito goliardico tifoso degli altri, veniva cacciato in malo modo dagli spalti. E lì nessun dubbio per la fragranza di reato, una delle poche certezze per cui si paga pegno anche a livello giudiziario. Figuraccia questa, caro signor Malagò che quantomeno fà il paio con quella di Bernabè, che come lei ha tenuto a precisare, non ci pone in buona luce nel resto d’Europa e del Mondo… suvvia, un po’ di coerenza Presidente…Così i Laziali  ancora una volta sono i “cattivi” e gli altri i “simpatici”. Mi domando, ma quando l’onestà intellettuale che  dovrebbe essere la normalità e non l’eccezione nella vita avrà un riscontro? Forse aveva ragione il buon Lucio Dalla nel sostenere che “l’impresa eccezionale è quella di essere normale”…
ENZO BIONDI