Poche ore e poi sarà di nuovo campionato. Ancora per primi a scendere in campo, ormai una consuetudine che di certo non agevola la Lazio. Il solito filone sottolineato ulteriormente da Sarri in conferenza stampa, tasto su cui torna puntualmente lo stesso, non gradendo questa situazione. Ma questo è. Sarà ancora una volta la solita alternanza nell’approccio di quello che è stato il trend di questo campionato? Brillanti in casa, tanto quanto opachi fuori, eccezion fatta per la gara d’apertura al Castellani, unica vittoria lontano dall’Olimpico, ottenuta seppur con qualche patema. Di sicuro l’impegno non è dei più agevoli, anche se a onor del vero il rendimento dell’Atalanta tra le mura amiche, non è ancora quello straripante come consuetudine della compagine di Gasperini, almeno in questo avvio di stagione. Poi conosciamo tutti, le cavalcate anche trionfali dei bergamaschi. C’è molta apprensione, ma anche tanta curiosità per scoprire che Lazio vedremo all’opera. Sarà dottor Jekyll o mister Hyde? Reduci da una vittoria toccasana per scacciare gli incubi, più nella testa di una tifoseria impaziente che non in quella del suo allenatore, conscio del fatto che la sua è una missione che prevede un percorso lungo e tortuoso, oggi si torna in campo. E l’avversario è quello che,  almeno negli ultimi anni è diventato un antagonista scomodo. Ciò soprattutto per le diatribe, il più delle volte causate dall’atteggiamento del suo valente allenatore, nella maggior parte dei casi immotivate. Poi è nato, a cospetto della Lazio per il solito blaterare del “fuoco amico”, il modello Atalanta. Non si sà su quali fondamenta, ripercorrendo lo storico delle due società. Una, la Lazio,  assestatasi in virtù dei suoi successi al quarto posto nella classifica nazionale di ogni epoca. L’altra, l’Atalanta, che nel suo palmares annovera un solo successo, una Coppa Italia conquistata poco meno di sessant’anni fa’, e quindi malinconicamente sola soletta nella bacheca della Bergamasca. Di contro non si può disconoscere che in tempi recenti la squadra orobica sia cresciuta notevolmente, ma con  successi parziali, che al pari dei bonsai non fanno curriculum… Ma l’evento che si consumerà oggi sarà sicuramente scoppiettante e ricco di spunti di interesse. La Lazio per dare “continuità”, come sottolineato dal suo allenatore nella conferenza stampa di ieri, e scrollarsi di  dosso, definitivamente questo tabù trasferta,  che pare avere attanagliato i biancazzurri da molto, troppo tempo a questa parte. Di fronte troverà una squadra come sempre stramotivata, sempre arrembante per i novanta minuti e più di gara. L’aggressività, la ferocia e la forza fisica della Dea ne fa’ un avversario da temere, soprattutto per questa Lazio edizione esterna, che pare patire oltremisura quelli che sono i punti di forza della rivale odierna, proposti anche da dirimpettaie meno blasonate con risultati incoraggianti. Sarà una gara di sofferenza e solo con una tattica accorta come quella vista nell’ultimo impegno casalingo, unita ad una solidità difensiva raggiunta nella medesima partita, testimoniata dall’unico clean sheet ottenuto in campionato, si potrà uscire indenni dal Gewiss Stadium. E sarebbe importante per dare quella “continuità” di cui ha bisogno il percorso di crescita della Lazio. Vedremo poi a quale undici si affiderà il tecnico toscano, e conoscendo i precedenti, sorprese ci potrebbero essere anche oggi come è stato finora. L’unica certezza cui si può avvalere la Lazio oggi, e come sempre è stato e sempre sarà, è la presenza degli stoici 547 tifosi, tanti saranno presenti a Bergamo. Pronti a fronteggiare una tifoseria storicamente rivaleggiante, e soprattutto a sostenere i propri beniamini, con la maglia con l’Aquila sul petto, quella della prima squadra della Capitale. Maglia da rispettare ed onorare, sperando di ricevere risposte confortanti in quanto ad impegno e volontà! E allora, ci siamo… FORZA LAZIO CARICA!!!

ENZO BIONDI