Ancora novanta minuti da vivere in apnea e poi la pausa per gli impegni delle Nazionali. Sosta che certamente arriva al momento giusto, forse come non mai, per ragionare a mente fredda su questo ultimo periodo sicuramente positivo vissuto dalla squadra di Sarri. Nell’impegno europeo di giovedì, la Lazio ha dimostrato ulteriori progressi, alla ricerca di quella che è l’idea di calcio professata del tecnico toscano. Prima tra tutte la ricerca di quella “continuità” tanto agognata dal Comandante. In un ambiente incendiato dalle immotivate polemiche del ministro dell’interno francese Darmanin, alla ricerca di una celebrità che francamente si poteva risparmiare, è andata in scena una partita dai mille significati. Al Velodrome prova di coraggio e abnegazione della prima squadra della Capitale, che dopo un inizio non proprio brillante, nella seconda frazione di gioco, è salita alla ribalta come spesso le accade nelle ultime più che discrete prestazioni. Peccato che ancora una volta, al tramonto di una partita fondamentale per il cammino in coppa, siamo a rammaricarci per un traguardo sfumato al fotofinish. E se in campionato c’è tempo per porre rimedio e poter raggiungere determinati obiettivi, quì la forbice è molto più ristretta. Saranno  centottanta minuti da vivere con il cuore in gola, per capire cosa ci riserverà il futuro in Europa, soprattutto perché non siamo padroni del nostro destino. Ma vedremo più avanti quel che sarà. Adesso l’attualità dice Salernitana, con l’unico intento di strappare tre punti, se non fondamentali, certamente molto importanti per il proseguo del campionato. Di sicuro i fantasmi della terza partita in pochi giorni, potrebbero aleggiare insieme ad Olympia sul cielo dell’Olimpico. Stavolta però si gioca nel fortino amico, dove, come recitano le statistiche, in Europa, solo l’Inter ha ottenuto gli stessi riscontri di Immobile & c. E poi con tutto il rispetto dell’undici salernitano, se veramente si vuole diventare grandi, la pur coriacea truppa amaranto non dovrebbe risultare ostacolo insuperabile per una compagine, quella Laziale, accreditata di una caratura certamente più importante dei dirimpettai. Forse l’insidia più consistente, vista la scarsa affluenza dei tifosi padroni di casa, purtroppo una costante, potrebbe essere quella costituita dal sostegno che il popolo di Salerno non fa’ mai mancare ai propri beniamini, con sostenitori ospiti preannunciati in numero importante. Ma poi le partite è risaputo, si giocano sul campo. Già sul campo… Ma quale campo troveranno i calciatori, dopo che giovedi era stato testato da gli “altri”, per la rappresentazione dell’ennesima figuraccia in coppa? E dopo una inutile partita di rugby, non fosse altro perché amichevole, disputatasi nella giornata di sabato, con l’attrazione degli All Blacks, che con il loro celebre canto di battaglia, hanno dato un senso, forse l’unico, per cui valeva la pena di essere presenti per l’occasione sugli spalti dell’Olimpico, che terreno troveranno domenica le due compagni per disputare la loro gara? Anche questo lo scopriremo solo vivendo… Ma una certezza, al momento l’unica prima di questa partita, è quella rappresentata dalla presenza in campo del migliore marcatore della storia della Lazio dal 9 gennaio del 1900 ad oggi. È Ciro Immobile, che con il gol  numero 160, realizzato nella bolgia di Marsiglia, è entrato di diritto nella Storia di chi di Storia ne ha tanto da raccontare: la Lazio. E quindi, niente scherzetti, e solo dolcetti, anche se Halloween è oramai solo uno sbiadito ricordo…

ENZO BIONDI