Una partita per entrare nella top 20 dellaLazio. Quale obiettivo vuoi raggiungere?

Non lo sapevo, quando hai circa 40 anni i
record arrivano quasi da soli, l’importante è
essere a disposizione e di aiuto per il gruppo,
poi queste cose sono belle e importanti, ma
conta il contributo che si dà ai compagni.

Come valuti i giovani portieri della Lazio come Adamonis, Furlanetto e Moretti?

Sono di grande aiuto per noi, per loro è
un’opportunità, hanno il futuro davanti,
Adamonis in particolar modo ha fatto un
passo in avanti importante, è migliorata parecchio la sua struttura e la sua
tecnica da portiere.Gli altri sono giovanissimi, hanno appena iniziato, il rapporto è molto positivo con tutti.

Il tuo segreto?

La dedizione penso. L’amore per ciò che si
fa, del calcio ho fatto la mia ragione di vita
per tutta la carriera, è il segreto più
“normale”. Tutti noi calciatori dobbiamo
rendere il calcio la nostra ragione, lavorare e
riposare bene.

La dimensione della Lazio?

Siamo in un periodo di cambiamento, di
accettazione delle idee del mister, dobbiamo
cercare di accorciare i tempi per raggiungere
gli automatismi che vuole il mister. Nelle
ultime 3-4 settimane abbiamo fatto passi in
avanti importanti, la squadra sta diventando
solida, deve essere il primo obiettivo, essere
continui e diventare una squadra difficile da
battere. Solo cosi si può capire il nostro
valore, l’importante è avere continuità nelle
prestazioni, ultimamente è stato cosi.

Futuro di Reina?

Finire quest’anno in Europa, se è così mi
scatta un altro anno di contratto, è l’obiettivo
di tutti. Voglio dare il mio contribuito, il
100%, quello è il mio obiettivo. Il resto si
vedrà con la crescita della squadra,
personalmente mi preoccupo di dare il
massimo.

Strakosha? Un commento su Ribery?

Con Frank abbiamo avuto un rapporto molto
carino al Bayern, l’anno scorso giocava alla
Fiorentina, c’è stato lo scambio di maglia, è
sempre un piacere vederlo. Lo stimo
tantissimo, mi fa felice vederlo ancora a
questi livelli. La concorrenza con Thomas fa
bene a entrambi, anche alla squadra. C’è un
rapporto di amicizia, lo considero un amico,
si vede dentro e fuori dal campo che
cerchiamo di dare tutti il meglio.

I giorni di ritiro sono serviti? C’è stato lo scatto di mentalità chiesto da Sarri?

Qualcosa è cambiato dopo Verona, quasi
sempre i confronti diretti nello spogliatoio e
le riunioni tra di noi fanno bene. La squadra
ha capito l’importanza di ogni gara,
dell’avere sempre gli stessi atteggiamento e
grinta. Spero di vedere questo ancora, serve
sempre la stessa determinazione.

L’assenza dei tifosi a Marsiglia? Sul trattamento?

Mi sfuggono le regole francesi e ciò che ha
portato a certe decisioni del ministro. Un
peccato che nel secolo 21 le squadre non
possano avere dietro i suoi tifosi per avere
supporto, al di là dei Paesi e società. Un fatto
più culturale che sportivo. Mi fa pena, non e
bello da vedere, dispiace.

Sul lancio di oggetti ricevuto?

Penso che sia un problema più sociale,
educazionale che del calcio. In Inghilterra
non succede mai, succede qua e sempre
negli stessi campi, bisogna farsi una
domanda.

Un giudizio su Immobile? In carriera non ti ha mai segnato in carriera..

Siete sicuri di questo dato? In
un’amichevole? Non mi ricordo, quando
giocava a Torino ero al Napoli, poi lui alla
Lazio e io al Napoli, li ci ha sempre sorriso la
fortuna. Quello che ha fatto è storia, è un
calciatore che è determinante per noi, che ha
una facilità nel fare gol che è rara, per noi è la
vita.

Sulla Salernitana?

Penso che ogni partita ora sia una finale per
noi, la mentalità della squadra, parlavo
prima della crescita nell’approccio della
continuità ogni partita. Per noi ogni
gare deve essere la vita, senza
obiettivi che vanno oltre al prossimo match.
Penso che così si ragioni meglio, con la
Salernitana è vitale, andare alla sosta con più
tranquillità e scioltezza.