Un altro pezzo di Lazio che se ne và. Un altro pezzo di Storia, non solo Laziale, che ci lascia. Ci sono frasi storiche, rimaste nel glossario del commento di partite della nostra nazionale del pallone. Dal “quasi gol” del primo grande telecronista di calcio degli anni sessanta Niccolò Carosio, al triplice ” Campioni del Mondo!” datato ’82 scandito dalla tenue voce di Nando Martellini, o ancora “Il cielo è azzurro sopra Berlino” gridato da Marco Civoli ad accompagnare l’ultima vittoria italiana in un Mondiale nello sport più popolare, il calcio. Anche la tua poi è diventata voce inconfondibile e indimenticabile, narrando imprese mitiche in uno tra quegli sport che magari tutti noi apprezziamo solo quando si accende la fiamma olimpica, dandoci gloria insperata, nella fattispecie il canottaggio, di cui Giampiero fu anche protagonista a livello nazionale. Capace di trascinare un popolo intero, con quelle grida strozzate in gola che ci hanno fatto accapponare la pelle ed inumidire gli occhi. C’era anche lui su quella barca con Peppino Di Capua e i fratelli Abbagnale, perché così li chiamavano tutti, a spingere la prua tricolore nella leggendaria impresa olimpica di Seul. E poi il grido che ha fatto la storia, ancora Olimpiadi, Sidney, accompagnando vittorioso al traguardo il duo Bonomi Rossi nella canoa. “Andiamo a vincere!” oramai un urlo diventato icona nella storia dello sport e in quella comune del nostro paese. Giornalista eccelso,  conduttore Rai delle trasmissioni più popolari del calcio che ci  hanno accompagnato per svariate generazioni. La domenica sportiva e Novantesimo minuto su tutte, senza dimenticare Mercoledì sport e Dribbling. Per poi ricordare di quanto sia stato innovativo il suo stile, quando piombò nel bel mezzo della festa scudettata napoletana, cedendo il microfono al Pibe de oro, per documentare l’euforia di quella vittoria, lasciando a lui il microfono per intervistare i suoi compagni nello spogliatoio! Come non definirlo un colpo di genio! Personaggio poliedrico, tanto da reinventarsi commentatore politico nello storico incontro targato Reagan Gorbaciov, per poi affiancare Pippo Baudo nella conduzione di un festival di Sanremo. Sì, veramente il nostro Giampiero non si è fatto mai mancare niente! E noi da Laziali, siamo onorati per quella che è stata la scelta della sua fede calcistica. Fede sempre sbandierata al mondo intero, senza mai nascondersi, come tanti personaggi ritrosi a dichiararsi per non risultare scomodi. Ambigui. Tu invece sei sempre il nostro Bisteccone, come ti ribattezzò Gilberto Evangelisti, impressionato dalla tua notevole stazza. E poi un aneddoto, tra i tanti, che dimostra quel pizzico di sana e giusta follia che alberga nello spirito del Laziale vero. 14 maggio 2000 una data che non ha bisogno di commenti. Il nostro Giampiero era impegnato al Foro Italico nel commento degli Internazionali di tennis, altro sport che commentava con trasporto guerriero.  Appresa la notizia della vittoria della sua Lazio del secondo scudetto, lasciò senza pensarci su, anche a scapito di eventuali conseguenze future lavorative, la postazione per dirigersi verso lo stadio Olimpico per partecipare alla festa biancazzurra con interviste improvvisate in mezzo alla gente! Che dire, se non è follia questa… Fu anche un reperto televisivo storico, in quanto nessuno poteva immaginare e programmare gli sviluppi di quel finale così incredibile di campionato, e lui ancora una volta dimostrò le sue spiccate capacità d’improvvisazione da consumato showman televisivo! E oggi Giampiero ci ha lasciato, proseguendo quella scia di una tradizione nefasta, che accompagna noi Laziali in questo cupo mese di novembre. E allora dai, percorri quei fatidici “ultimi  cinquecento metri”, che pochi mesi fà sentivi che presto avresti percorso, come hai detto alla tua amica di sempre Mara. E tranquillo, che una volta tagliato il traguardo, ti accomoderai, e fategli spazio, perché è ingombrante in tutti i sensi, insieme ai tanti fratelli Laziali presenti nella sempre più popolata Curva Nord Paradiso! Quì in terra, invece vivrai sempre nei nostri ricordi, nei nostri cuori,  come si addice a chi ama la maglia con l’Aquila sul petto, quell’Aquila che ti starà certamente accompagnando lassù, nel tuo ultimo viaggio! Che la terra ti sia lieve Giampiero!

ENZO BIONDI