Finalmente sdoganata la sottile linea che divide il razzismo dalla goliardia. Perché se si possono regalare insieme ad un paio di scarpe anche delle banane, non ci si potrà più scandalizzare se lo stesso dono fosse recapitato in qualsiasi circostanza a qualunque persona di colore. Fino a ieri tale gesto sarebbe stato criminalizzato ed associato a offese di chiara matrice politica. Oggi è solo goliardia. E quindi non se ne abbiano a dolere i falsi perbenisti se in futuro ciò si dovesse ripetere, perché da ieri è ufficialmente un atto goliardico, con tanto di sorrisi e di compiacenti giustificazioni da parte del  destinatario del regalo, ricevere banane, a prescindere dal colore della pelle del soggetto. Sicuramente in precedenza e in ambiti diversi si sarebbe gridato allo scandalo,  criticando ferocemente l’autore del gesto. Ma si sa che il doppio pesismo è una piaga che purtroppo oramai fa’ parte della nostra società, che lo usa a proprio piacimento, a seconda dell’interesse di cui si fa’ partecipe. Come è diverso  l’interesse mediatico sollevato e manipolato per sottacere in certe circostanze. Si può usare la parola scandalo per taluni, per altri si è incorsi semplicemente in una gaffe, singolare il modo di valutare certi atteggiamenti… E nessuno a chiedere la testa, a mezzo di allontanamento dal proprio contesto lavorativo, Bernabè docet, per chi si è macchiato di un episodio della stessa gravità. Certo mai nessuno  dovrebbe essere vittima di tale  obbrobrioso provvedimento, ma se esiste un parametro di comparizione la valutazione dovrebbe essere la stessa. E che si tratti di tendere un braccio per professare una ideologia politica messa al bando, o porgere delle banane a una persona di colore, episodio codificato come accostamento a quei personaggi del regno animale dei quali siamo diretti discendenti, la sostanza e la pena dovrebbe accomunare nello stesso modo gli autori di gesta risultare essere poco edificanti ai policamente corretti del nostro tempo. Forse non sarebbe meglio uscire dall’ipocrisia nel giudicare dei gesti che in altre parte del pianeta e nel mondo reale vengono assorbiti in maniera letteralmente opposta, specialmente nel mondo dello sport? Il bù negli stadi italiani viene catalogato come atto impuro, mentre in quelli inglesi è una forma di ribellione alla più elementare forma di anti sportività, che purtroppo a casa nostra è riscontrabile in maniera continuativa e sconfortante. Culture agli antipodi… Ma di come si vivano altri momenti, che si dovrebbero sentenziare nella giusta misura nello stesso mondo sportivo, ce lo insegna nello specifico il popolo francese, che si professa da sempre paladino di libertà, uguaglianza e fraternità… Esempio lampante… di libertà, offerto con l’atteggiamento scontroso contro comuni cittadini italiani come tutti noi, ai quali è stato impedito l’accesso nel loro territorio, preoccupati di chissà quali danni si sarebbero potuti provocare, come si trattasse di un’invasione di barbarica memoria. Il tutto legato ad un evento di sport che nella vita comune, dovrebbe associare i popoli, esempio questo indiscusso di mancata… fraternità! E poi cosa si viene a verificare? che i poveri e indifesi transalpini, siano loro sotto la lente di ingrandimento del mondo intero, essendosi macchiati di episodi di violenza becera, ripetutasi con cadenza continuativa e preoccupante. Quindi prima di giudicare gli altri, forse sarebbe meglio specchiarsi in sé stessi… E poi  l’uguaglianza… nel concetto di considerare alla pari la violenza più grave in un gesto, e guarda caso sempre quel braccio teso, che a quanto pare faccia più danni che tirare oggetti e petardi contro qualcuno… Forse si potrebbe parlare di incoerenza, non andando tanto lontano dalla realtà dimostrata dai fatti oggettivi citati… La cosa che duole di più a noi, è che poi certi atteggiamenti, certe critiche, quasi sempre prevenute, siano indirizzate costantemente verso certi ambienti, ed in quello sportivo nello specifico, ritenuti politicamente scorretti… E non perché ci si senta bersagliati e perseguitati, nessun timore di combattere ancora una volta contro tutto e contro tutti, ma solo perché adesso la storia è diventata antiquata, poiché veicolata nel tempo, sempre contro gli stessi: Noi. Si chiede solo che finisca questa indegna gazzarra contro un popolo, e che alla fine prevalga un ideale che sia uguale per tutti, e per il quale l’umanità nel corso della sua storia ha mietuto milioni di vite: la Giustizia.

ENZO BIONDI