Archiviata in maniera impeccabile la parentesi europea, la Lazio si rituffa in campionato, attesa da una trasferta decisamente delicata, vuoi per la caratura dell’avversario, vuoi per una tradizione non proprio favorevole all’ex San Paolo. Nel gelo di Mosca la formazione di Sarri ha trovato la possibilità di essere artefice del proprio destino per il futuro nell’avventura in Europa League, grazie alla doppietta di rigore, in tutti i sensi, del ritrovato storico bomber Ciro Immobile e dell’ennesima perla targata Pedro. Nel decisivo scontro con il Galatasaray di dicembre, basterà vincere, senza fare calcoli, per approdare agli ottavi di finale della competizione, in programma a marzo. Ma è il momento di tornare alla stretta attualità, che racconta di un Napoli Lazio ricco di innumerevoli motivi di interesse. Sicuramente ruberà la scena alla giornata, il Re indiscusso della squadra napoletana dal giorno della sua fondazione: Diego Armando Maradona. Sarebbe impossibile non trovare argomentazioni per quello che ha rappresentato uno dei  geni, e secondo molti il più grande di tutti, tra i protagonisti di ogni epoca di questo sport, per il Napoli e soprattutto per Napoli. Domani sarà il momento del ricordo del campione,  mancato un anno fa’, a causa di  una morte prematura e ancora circondata da un alone di mistero. Sarà il momento dell’emozionante celebrazione per chi vive, ancora più presente che mai, nella mente e nel cuore di un popolo che lo ha adorato, e continua a farlo in maniera appassionata, per chi nel calcio è stato elevato a ruolo di Dio. E quindi sarà un motivo in più per i partenopei onde onorare al meglio il loro simbolo, soprattutto in campo. E questo, qualora ce ne fosse bisogno, è un altro dei motivi aggiuntivi che renderà più difficoltosa la trasferta all’ombra del Vesuvio.  Ed a proposito di uomini che a Napoli hanno lasciato segni indelebili, uno sarà colui che siederà sulla panchina avversaria. Quel Maurizio Sarri, napoletano di nascita, e toscano di adozione, mentre toscano doc è il suo dirimpettaio di turno e magari futuribile adottato da e dal Napoli, chissà… ma che intreccio! Si diceva di Sarri, che ha conquistato tutti con il suo modo di essere spontaneo, con il suo modo di insegnare calcio, sfiorando lo storico traguardo tricolore, sfumato proprio sul più bello. E poi c’è il campo, che recita di un Napoli primo della graduatoria in coabitazione del diavolo rossonero. Privo però di un Osimhen devastato da un terribile infortunio, a proposito, auguri! che lo terrà per molto tempo lontano dal campo, e di Auguissa, rivelatosi uno degli innesti estivi più significativi del mercato proposto da Giuntoli. Non sarà della partita nemmeno lo sgusciante Politano, mentre ci arrivano in condizioni non ottimali altri due big, Insigne e Fabian Ruiz. Nonostante ciò Spalletti si avvale certamente di uno dei migliori organici della nostra seria A, di cui vanta la difesa meno perforata. Riconoscendo le sue indubbie capacità, il tecnico di Certaldo, sarà in grado di  allestire una formazione di prim’ordine e per Immobile e soci si prospetta una serata molto complicata. Sarà la motivazione anche per spazzare via qualche nube addensatasi sopra il cielo napoletano, alla luce del primo passo falso in campionato, replicato con un’altra sconfitta nel mercoledì europeo. Ma tutto questo non significa che la Lazio troverà una squadra in fase calante e che altresì punterà a riprendere con l’occasione, il trionfale cammino iniziale. La Lazio dopo la sconfitta forse immeritata con la Juve, che ne ha intralciato una crescita che sembrava costante, ha comunque acquisito linfa vitale nel rotondo successo ottenuto in Russia. Sarri ritrova quello che è il suo assesto abitudinario double face,  visto che Marusic, sicuramente assente, ma finalmente negativizzatosi dal covid, ha finora condiviso la titolarità in maniera alternativa con Lazzari. Ci sarà anche il ritorno dell’uomo tra i più, se non il più, imprescindibile nello scacchiere biancazzurro, che trae da esso beneficio indiscutibile. Superfluo il riferimento a Ciro Immobile, 13 gol in stagione, doppia cifra in campionato, quando siamo appena alla fine di novembre, una proiezione che promette numeri da capogiro, oramai una consuetudine per il goleador di Torre Annunziata, purtroppo da sempre poco amato in patria. E come il Napoli, anche la Lazio domani sera, vorrà riprendere la marcia interrotta malamente lo scorso sabato, per dare quella tanto sospirata continuità che richiede il suo tecnico. Quindi a questa gara non manca proprio niente per essere imperdibile, se non il fischio d’inizio di un arbitro, quell’Orsato che evoca ricordi memorabili per i colori biancazzurri. Senza dubbio il fischietto più affidabile della mediamente più che scarsa classe arbitrale italiana,  sempre nella speranza di non essere malamente smentiti…

ENZO BIONDI