Il campionato appena concluso ha visto la Lazio qualificarsi ancora una volta all’Europa League. Se per molti questo risultato era scontato per altri poteva non esserlo. È indubbio che ogni qualvolta finisce un ciclo e se ne apre un altro, esiste fortemente il rischio che non sempre, e soprattutto i primi anni, possano arrivare dei risultati soddisfacenti. Le difficoltà che la Lazio ha incontrato quest’anno erano facilmente prevedibili, una società che ha cambiato il tecnico, passando da un modulo consolidato a un modulo e un modo di fare calcio totalmente diverso – quello di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano, cerca fin da subito di trasmettere alla squadra i suoi principi, di proporre calcio offensivo fatto di verticalizzazioni, di possesso palla, dove la squadra deve rimanere corta e muoversi come unico blocco tra i tre reparti. La parola d’ordine è credere in quello che si fa, i risultati premiano il lavoro costruito sul campo in quel di Formello, arriva il quinto posto e con se l’Europa League e tiene sotto per il terzo anno consecutivo la seconda squadra della capitale. Vi sembra poco? Francamente è un gran risultato. Ora, capite bene che il risultato diventa grandioso, soprattutto se mettiamo in evidenza quanto il fuoco amico/nemico è piovuto sulla società in questi nove mesi. Il disegno è fin troppo chiaro, disgregare, dividere l’ambiente Laziale è la parola d’ordine di questi cialtroni della comunicazione, spalleggiati da personaggi vari delle istituzioni che tifano sfacciatamente l’altra sponda del tevere che, nonostante gli ingenti investimenti fatti, arriva puntualmente sempre dietro creando malumori e profondi imbarazzi verso la propria tifoseria. Il futuro è adesso, la scelta da entrambi le parti, società e Maurizio Sarri, di proseguire insieme fino al 2025 significa che la strada intrapresa porta alla consapevolezza che il progetto Lazio possa proseguire nell’ottica di una crescita costante. Seguire mister Sarri e assecondarlo in quelle che saranno le sue richieste, deve essere un dovere della società, la tifoseria, da sempre straordinaria, faccia la sua parte popolando lo stadio, come nell’ultima di campionato con sessantamila tifosi presenti.

Insistere e persistere, il futuro è adesso.

Avanti Lazio, avanti Laziali, contro tutto e tutti !