Si fa fatica a razionalizzare: quasi impossibile, eppure si può.

Si può tentare di rassicurarsi con una spiegazione, anche non condivisa, non condivisibile e, perché no, anche non vera. E si può tentare di accettare una realtà inventata, alternativa, parallela, dove elementi fattuali si mischiano alla velocità del pensiero di qualcuno e alla capacità di narrare, creare storie, raccontare.

E allora, di una cosa siamo certi – oltre la morte: che Lotito ha, di sua spontanea volontà, di suo spontaneo patrimonio, sbloccato l’indice di liquidità. Perché? Per agevolare il mercato della Lazio, per facilitarne i non annunci, le mancate occasioni? Per realizzare l’ultimo colpo di scena che – si spera – tenga tutti col fiato sospeso, in attesa di una data che sposta sempre oltre il traguardo – dal 22 giugno al 1 luglio? Per mal figurare ad occhi nuovi, nuove voci, nuovi protagonisti che ti portano palcoscenici nuovi ed internazionali?

Lotito ha dalla sua un (probabilmente giustificatissimo) forte amor proprio, è un orgoglio che viene difeso ad ogni tentativo, interno o esterno, di attacco. Sempre di amor proprio si tratta: ora la Lazio ha dalla sua, infatti, l’interesse mediatico di noti e meno noti, pronti a al giudizio e ad emetter sentenza con un fare perentorio, definitivo, totalizzante.

Binance, Mizuno, Sarri, Pedullà, qualcuno da convincere – a restare, Milinkovic, ad arrivare, Romagnoli (su tutti, da sempre). Quasi nessun margine di errore e una voglia di perdonare gli sbagli che non c’è, neanche di fronte alle scuse.

L’amor proprio allora: quello del riscatto, della voglia di sorprendere e non solo sorprendere ma farlo, sprezzante, sovvertendo il disfattismo catastrofico per cui non solo va tutto male, ma va tutto male ad un attimo dalla fine. E invece la fine non è, anzi, non è neppure l’inizio: l’inizio è il 1 luglio con la possibilità, ad indice di liquidità sbloccato, di annunciare ufficialmente pochi minuti dopo la mezzanotte, come la più classica delle cenerentole che ha la sua rivincita.

Pazienza, perché no? Pazienza e fiducia, se non nell’uomo Lotito, nel carattere Lotito – il carattere di chi deve avere sempre l’ultima parola.

Un Lotito che deve rispondere a Tare, a Sarri, ai tifosi biancocelesti e, non ultimo, a sé stesso (e alle sue ambizioni). Pazienza perché altro non si può fare, se non prepararsi al peggio sperando nel meglio, mantenere un equilibrio razionalizzando. L’intento iniziale, primo e ultimo spunto di riflessione: sbloccare l’indice di liquidità per deludere tutti – o nessuno.